La chiesa

Il territorio è diviso in tre parrocchie: Santa Maria, la principale, quella di Staro e di S. Antonio.

La Chiesa Arcipretale di Valli, dedicata alla Maternità di Maria, domina la piazza con la sua elegante facciata ed un‘imponente scalinata.

La chiesa, costruita nel 1772 su un edificio precedente del 1300 circa, presenta al suo interno interessanti affreschi, altari barocchi ed una Pietà del 1500.

Un raro organo Serassi del 1832, diviene protagonista durante l’ormai classico appuntamento del concerto in occasione della Sagra della Sopressa.


Teatro San Sebastiano e Museo degli Antichi Mestieri

Il teatro parrocchiale San Sebastiano, costruito nel 1911, risalta sulla via principale del paese con la sua caratteristica facciata in stile floreale.

Voluto dai giovani della Parrocchia divenne punto di incontro e sede delle associazioni del paese. Nel 1920 il fabbricato fu ampliato ed ospitò l’asilo parrocchiale gestito dalle suore dell’ordine delle Poverelle di Bergamo e una scuola di economia domestica per le giovani.

Durante la prima guerra mondiale fu sede del Commissariato militare e subì alcuni danni. Nel corso degli anni l’edificio fu più volte restaurato (subito dopo la grande guerra e successivamente, nel 1931, fu risistemata la facciata).

L’ultimo intervento risale al 1991 quando la Pro Loco, in accordo con la parrocchia e con le altre associazioni del paese, ha promosso un importante intervento riportando il teatro all’antico splendore.

Grazie all’iniziativa di un gruppo di appassionati della Pro Loco, è stato realizzato a Valli del Pasubio il Museo etnografico che raccoglie strumenti di lavoro di mestieri ormai scomparsi. Nella prima metà degli anni ottanta, sono stati raccolti attrezzi, macchine, utensili comunemente usati fino a metà degli anni cinquanta.

Questo materiale è rimasto in attesa di una opportuna collocazione, finché nel 1996 è stata sistemata, sempre con l’impegno della Pro Loco, l’ampia sala sopra il Teatro San Sebastiano.

Gli oggetti sono raggruppati per mestieri: il contadino, il boscaiolo, il fabbro, il falegname, il calzolaio, il norcino, il casaro. Attorno a un focolare è stata ricostruita la cucina di un tempo, arricchita da una serie di suppellettili che ai giorni nostri risultano inconsueti.

È interessante notare come l’ingegno delle persone si sia sbizzarrito a forgiare svariati strumenti a seconda delle necessità e dei materiali disponibili.

Il Museo può essere considerato una testimonianza della storia e della cultura locale. È apprezzato non solo dalle persone più anziane che rivivono la loro infanzia, ma anche dalle giovani generazioni che hanno modo di scoprire una realtà per molti aspetti sconosciuta.

Il Museo è aperto tutte le domeniche mattina da aprile ad ottobre oppure su appuntamento.


Monumento all’Emigrante

La statua in bronzo rappresenta un uomo ad altezza naturale con cappello in una mano e valigia nell’altra in procinto di partire per cercare fortuna in terre lontane (America latina, Australia, Francia, Svizzera, Austria,ecc…) .

Il fenomeno dell’emigrazione iniziò verso la fine del 1800 e proseguì fino alla seconda metà del 1900 con conseguenze negative per il paese:

abbandono della montagna e spopolamento delle contrade. Inaugurato il 1° maggio 1992 si trova nella piazzetta San Sebastiano.